La Cina che rischia di chiudere ancora. Il petrolio che scende, perché se il Dragone si ferma ancora la domanda è destinata a rallentare. I timori per le forniture del gas dalla Russia ora che i lavori di manutenzione del gasdotto Nord Stream 1 sono iniziati. Euro Dollaro sulla parità. I futures di Wall Street negativi e le curve dei rendimenti ancora invertiti. Ce n’è abbastanza per una partenza negativa per le borse europee. In aggiunta, il mercato attende di ascoltare gli interventi di Joachim Nagel e Francois Villeroy (alle 11.30 e alle 12.15), e poi Tom Barkin della Fed di Richmond e il governatore della Bank of England Andrew Bailey, entrambi nel tardo pomeriggio. Attesa infine per il dato Zew del mese di luglio, indice che misura il sentiment degli investitori istituzionali tedeschi: la previsione è -38,3, sarebbe il dato peggiore degli ultimi tre mesi.

Piazza Affari negativa, Saipem: nuovo rosso in doppia cifra

Piazza Affari cede lo 0,9% a 21.377 punti dopo tre quarti d’ora dall’inizio della seduta. Il Dax di Francoforte perde l’1% a 12.706 punti, Parigi si muove sotto lo 0,7% a 5.954 punti mentre Madrid arretra dello 0,4% a 8.030 punti. Il titolo migliore del Ftse Mib è Tenaris, che sale dell’1%. Bene anche Terna (+0,5%) e le utility in generale mentre ripiomba in perdita a due zeri Saipem, -22,5% dopo aver segnato +259% tra il 24 giugno e l’8 luglio. Male anche i bancari, a partire da Bper Banca, -3%, e Unicredit -2,4% con lo spread di nuovo sotto pressione, a quota 208 punti. Il btp decennale rende ancora il 3,3%, anche il bund rimane stabile seppur in lieve ribasso a 1,18%.


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Petrolio in calo: la Cina frena la domanda

Scendono ancora i prezzi del petrolio: il Wti si muove sotto i 102 dollari al barile (-1,7%, grafico sotto) mentre il Brent quota 106,7 (-1,2%). Come detto il greggio soffre i timori per una nuova chiusura della Cina a causa di una nuova variante omicron. Diverse città cinesi stanno già adottando nuove misure di contenimento. Se dovesse rallentare nuovamente la ripresa del dragone, la domanda di carburante è destinata inevitabilmente a scendere. Occhio alla visita di Joe Biden in Arabia Saudita questa settimana: il presidente Usa è determinato a convincere l’Opec ad abbassare i prezzi dell’energia.

Petrolio in calo: la Cina frena la domanda

Scendono ancora i prezzi del petrolio: il Wti si muove sotto i 102 dollari al barile (-1,7%, grafico sotto) mentre il Brent quota 106,7 (-1,2%). Come detto il greggio soffre i timori per una nuova chiusura della Cina a causa di una nuova variante omicron. Diverse città cinesi stanno già adottando nuove misure di contenimento. Se dovesse rallentare nuovamente la ripresa del dragone, la domanda di carburante è destinata inevitabilmente a scendere. Occhio alla visita di Joe Biden in Arabia Saudita questa settimana: il presidente Usa è determinato a convincere l’Opec ad abbassare i prezzi dell’energia.

A tal proposito, questo il commento di di Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer Ubs Wm Italy: “Per quanto riguarda il petrolio, la recente correzione non dovrebbe durare a lungo. I 23 Paesi appartenenti all’associazione Opec+ non stanno producendo a pieno regime e probabilmente non riusciranno a fornire quanto promesso, prolungando quindi l’attuale squilibrio tra domanda e offerta. Insomma, il prezzo del greggio potrebbe rimanere elevato e raggiungere anche 125 dollari il barile tra un anno”.

Gas, incidente in Norvegia: flussi ridotti

Sul fronte del gas, il Ttf europeo consolida area 170 euro per megawattora (grafico sotto), tornando ai massimi di inizio marzo. Per il vecchio continente non c’è tregua. Oltre alla sospensione delle forniture da Mosca, dopo la conclusione degli scioperi in Norvegia un incidente nell’impianto di Sleipner ha ridotto considerevolmente i flussi dal paese scandinavo. Gli obiettivi di riempire l’80% della capacità di stoccaggio prima dell’inverno sono di nuovo a rischio.

Il super dollaro (108,49 sul dollar index, aggiornato il record da ottobre 2002) indebolisce i metalli preziosi e industriali. L’oro consolida area 1.730 dollari l’oncia e inizia a sentire la forza di gravità del supporto a 1.680 $. Arretra ancora l’argento, sotto i 19 dollari l’oncia, sui minimi di luglio 2020. Inoltre ha iniziato di nuovo a scendere il prezzo del rame anche a causa dei nuovi blocchi in Cina: 3,33 dollari per libbra è il valore dell’oro rosso, record negativo da novembre 2020 quando ancora eravamo in piena pandemia e la produzione globale era in forte rallentamento.

Euro ormai sulla parità con il dollaro: pesa la recessione

Tornando alle valute e già detto del super dollaro, l’euro continua a deprezzarsi, raggiungendo quota 1,0001 (grafico sotto). E’ la prima volta che si trova così vicino alla parità negli ultimi vent’anni a causa della crisi energetica che aumenta i rischi di recessione nel vecchio continente. Sul biglietto verde rimane forte la domanda degli investitori alla ricerca di beni rifugio sicuri, aspettando le mosse delle banche centrali: il mercato sta scontando un aumento dei tassi della Bce di 25 punti base. Mentre la Fed dovrebbe aumentarli di 75 pb.

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