I temi del legame con la storia secolare della Famiglia Parete e del dovere di salvaguardia dell’ambiente naturale della montagna di origine, la Majella abruzzese, hanno spinto Donato Parete verso un impegno sempre crescente verso la valorizzazione del paese di Abbateggio, annoverato tra i Borghi Più Belli d’Italia, in collaborazione e spronando tutte le autorità …

L’intervento di Donato Parete nel corso della cerimonia di premiazione della XXV edizione del Premio Parco Majella. In qualità di vicepresidente del riconoscimento dedicato alla letteratura naturalistico-ambientale che si svolge nel borgo abruzzese, Donato Parete è salito sul palco elogiando l’impegno di Antonio Di Marco (presidente del Premio Parco Majella), Marco Presutti e Daniela D’Alimonte (direttori artistici del Premio Parco Majella), dei tanti volontari, di Lapo Pistelli (presidente di giuria del Premio Parco Majella e Direttore Relazioni Internazionali di Eni), del senatore Luciano D’Alfonso (presidente della Commissione Finanze in Parlamento) e dell’onorevole Grazia Francescato (cittadina onoraria di Abbateggio e storica attivista dell’ambientalismo italiano): «Il Premio Parco Majella è una tessera del puzzle di questa nuova Abbateggio – ha sottolineato Donato Parete introdotto dal giornalista Rai, Antimo Amore -. In questi 25 anni l’ho vista cambiare tantissimo Abbateggio. Bisogna continuare su questo percorso. Il borgo non può essere soltanto “la pietra della Majella” che torna a vivere su queste splendide mura, ma deve diventare qualcosa che vada oltre questa meravigliosa giornata del Premio e riempia di contenuti vivi il Borgo di Abbateggio».

Il 23 luglio 2022 si è svolta, ad Abbateggio (Pescara), una nuova edizione del Premio Parco Majella. «Un’edizione splendida, la venticinquesima – ha commentato Donato Parete, intervenuto in qualità di vicepresidente alla cerimonia di premiazione -. Sono rimasto sorpreso da tutto quello che è successo in questi 25 anni». Grande la lungimiranza riconosciuta ai protagonisti del Premio, su tutti il presidente Antonio Di Marco, nel mettere al centro di questo evento le tematiche ambientali, oggi divenute davvero fondamentali. «Da abbateggiano di origine – ha aggiunto Donato Parete -, ho visto anche cambiare completamento Abbateggio, crescere in maniera straordinaria. C’è bisogno di fare ancora molto, evitare che si stia solo in una giornata di celebrazione come questa. C’è da rendere più vivo il borgo e renderlo abitato tutto l’anno. Uno dei tasselli è, appunto, anche quello del Museo della Memoria che nascerà». Museo della Memoria nel ricordo del papà di Donato Parete, Ermando Parete, finanziere abbateggiano superstite del campo di sterminio nazista di Dachau.