Donato Parete ha da sempre coltivato l’interesse per i mercati finanziari, la gestione e la protezione patrimoniale. Dopo la laurea in Economia Aziendale, ed essere stato studente presso l’Università Bocconi di Milano, ha conseguito il master in Tutela e trasmissione dei patrimoni e la qualifica di Tep (“Trust and estate practitioners”). È iscritto all’Ordine professionale internazionale …

TIM TELECOM ITALIASEDE DI ROZZANO

Terza seduta negativa consecutiva per Wall Street. E l’Europa non può non accusare il colpo. La partenza dei mercati è decisamente senza slancio, complici le dichiarazioni del capo economista della Bce Philip Lane, che ha dichiarato la necessità da parte dell’Eurotower di aumentare i tassi ancora diverse volte nonostante l’inflazione sia vicina al suo picco. Probabile che il tasso di deposito si porti in area 3%, mentre a dicembre è atteso un rialzo di 50 punti base.

Tornando all’azionario, incidono ancora i solidi dati macroeconomici americani diffusi nel corso del pomeriggio. Che di fatto, e ancora una volta, hanno raffreddato le aspettative di un prossimo cambio della politica monetaria negli Stati Uniti. Tutti gli indici settoriali sono scesi, in primis il Nasdaq, peggiorato dell’1,9% mentre il comparto energy ha registrato un -3% in scia all’incertezza legata al petrolio (lunedì ha chiuso con un ribasso del 3,8%, grafico sotto), con le nuove sanzioni sul petrolio russo che tengono il mercato all’erta, compreso l’ultimo round di sanzioni sul greggio russo, tra cui un prezzo guidato dagli Usa sugli Urali e un embargo dell’Ue sulle importazioni marittime di petrolio da Mosca.

La Royal Bank of Australia alza i tassi di 25 punti base

Anche l’Asia è contrastata Hong Kong (che arrivava da un +4,5%) cede l’1%, Tokyo ha chiuso con un guadagno pari allo 0,3%. Shanghai sale ancora, +0,5% sui massimi negli ultimi tre mesi. Stanotte le autorità cittadino di Pechino hanno comunicato che non serve più il test negativo per poter entrare in una serie di luoghi chiusi pubblici. Intanto, a proposito di tassi d’interesse, la Banca centrale australiana ha alzato nuovamente il costo del denaro di 25 punti base, rispettando le attese: Sydney ha chiuso in calo dello 0,5%.

Dopo un’ora di scambi Piazza Affari si muove sotto la parità: -0,06%. Francoforte è piatta: +0,09%, prossima allo zero anche Parigi: +0,01%. Giù lo spread, a 183 punti base, con il rendimento del btp che resta sui supporti in area 3,7%, mentre il bund tedesco si ancora a quota 1,8%.


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Tajani: Tim? Necessario l’intervento dello Stato

Tim è il titolo migliore: +2,1% dopo le parole di Antonio Tajani, ministro degli Esteri: “Su Telecom non è statalizzazione ma tutela di una rete, che deve essere in mano nazionale: non possiamo cedere ad esterni che poi possono cedere ad altri”. Su anche Leonardo: +1,4%, Erg: +1,2% ed Enel, che in questi giorni ha compiuto i 60 anni di storia e che ha avviato i lavori per la costruzione di una gigafactory a Catania da dove usciranno pannelli sia per il mercato europeo sia per quello oltreoceano. Forti vendite su Saipem dopo il rally delle ultime sedute: -4,4%. Tra le altre storie di borsa, Generali ha completato il programma di buyback (500 milioni) avviato lo scorso agosto, rimanendo ancorata ai 17,2 euro ad azione.

Tra i dati macroeconomici di oggi da segnalare gli ordini di fabbrica in Germania, aumentati dello 0,8% su base mensile nell’ottobre del 2022, dopo un calo del 2,9% rivisto al ribasso a settembre, superando le previsioni di mercato di un aumento dello 0,1% ed espandendosi per la prima volta da luglio. In forte contrazione, tra i 40 e i 43 punti, e al di sotto delle aspettative, gli indici Pmi relativi al settore delle costruzioni in Eurozona.

Tajani: Tim? Necessario l’intervento dello Stato

Tim è il titolo migliore: +2,1% dopo le parole di Antonio Tajani, ministro degli Esteri: “Su Telecom non è statalizzazione ma tutela di una rete, che deve essere in mano nazionale: non possiamo cedere ad esterni che poi possono cedere ad altri”. Su anche Leonardo: +1,4%, Erg: +1,2% ed Enel, che in questi giorni ha compiuto i 60 anni di storia e che ha avviato i lavori per la costruzione di una gigafactory a Catania da dove usciranno pannelli sia per il mercato europeo sia per quello oltreoceano. Forti vendite su Saipem dopo il rally delle ultime sedute: -4,4%. Tra le altre storie di borsa, Generali ha completato il programma di buyback (500 milioni) avviato lo scorso agosto, rimanendo ancorata ai 17,2 euro ad azione.

Tra i dati macroeconomici di oggi da segnalare gli ordini di fabbrica in Germania, aumentati dello 0,8% su base mensile nell’ottobre del 2022, dopo un calo del 2,9% rivisto al ribasso a settembre, superando le previsioni di mercato di un aumento dello 0,1% ed espandendosi per la prima volta da luglio. In forte contrazione, tra i 40 e i 43 punti, e al di sotto delle aspettative, gli indici Pmi relativi al settore delle costruzioni in Eurozona.

Tajani: Tim? Necessario l’intervento dello Stato

Tim è il titolo migliore: +2,1% dopo le parole di Antonio Tajani, ministro degli Esteri: “Su Telecom non è statalizzazione ma tutela di una rete, che deve essere in mano nazionale: non possiamo cedere ad esterni che poi possono cedere ad altri”. Su anche Leonardo: +1,4%, Erg: +1,2% ed Enel, che in questi giorni ha compiuto i 60 anni di storia e che ha avviato i lavori per la costruzione di una gigafactory a Catania da dove usciranno pannelli sia per il mercato europeo sia per quello oltreoceano. Forti vendite su Saipem dopo il rally delle ultime sedute: -4,4%. Tra le altre storie di borsa, Generali ha completato il programma di buyback (500 milioni) avviato lo scorso agosto, rimanendo ancorata ai 17,2 euro ad azione.

Tra i dati macroeconomici di oggi da segnalare gli ordini di fabbrica in Germania, aumentati dello 0,8% su base mensile nell’ottobre del 2022, dopo un calo del 2,9% rivisto al ribasso a settembre, superando le previsioni di mercato di un aumento dello 0,1% ed espandendosi per la prima volta da luglio. In forte contrazione, tra i 40 e i 43 punti, e al di sotto delle aspettative, gli indici Pmi relativi al settore delle costruzioni in Eurozona.

Gas, temperature su negli Usa, giù in Ue

Tra le materie prime da segnalare il Gnl americano, poco mosso in area 5,6 dollari per Mmbtu, ai minimi da oltre un mese, sulla base delle aspettative di un aumento dell’offerta e di un clima più mite negli Usa nelle prossime due settimane. Il gas europeo vale 134 euro per megawattora. Nel vecchio continente si segnala ancora l’aumento della domanda di riscaldamento per le prossime settimane. Inoltre la produzione di energia eolica e nucleare al di sotto del normale hanno aumentato il fabbisogno di gas naturale dell’Europa.
Torna a salire il dollaro, sceso nelle ultime tre sedute, co l’euro sotto 1,05. Ne risente anche l’oro, che dopo i massimi a 1.811 dollari l’oncia, al top da giugno, è ripiombato sotto i 1.780 $, mentre il Bitcoin oscilla intorno a quota 17.000 dollari.
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