Nuovi segnali di rallentamento della Cina. Per il secondo mese consecutivo le attività di fabbrica risultano in contrazione. E a novembre registra un punteggio di 48 punti sul Pmi manifatturiero rispetto al 49,2 precedente e al 49,0 previsto dal mercato. Si tratta del livello più basso da aprile ed è un segnale chiaro di come le misure Zero Covid stiano incidendo sulla crescita di Pechino.

Il Pmi non manifatturiero ha registrato inoltre una contrazione ancora maggiore: 46,7 per il mese di novembre, al di sotto delle aspettative di 48 e in calo rispetto al valore di 48,7 del mese scorso. Una lettura del Pmi inferiore a 50, va ricordato, indica una contrazione del settore. Le borse asiatiche si muovono deboli, a eccezione di Hong Kong, verso la chiusura spinge al rialzo con un rialzo del +2,16%.

Germania, aumentano i disoccupati

In Europa si attende il dato dell’inflazione che comprende anche l’Italia la cui crescita del Pil su base annuale (+2,6%) e trimestrale (+0,5%) rispetta le aspettative. La Germania aggiorna il proprio tasso di disoccupazione al 5,6%, in peggioramento, così come si registra un aumento del dato dei disoccupati di 17.000 unità, ben al di sopra delle attese (grafico sotto): è la variazione più ampia negli ultimi tre mesi. Dati importanti che gli investitori osservano per intuire di quale entità sarà l’ultimo rialzo dei tassi dell’anno da parte della Bce nel meeting di dicembre. L’attesa del 10,4% per quanto riguarda l’indice dei prezzi al consumo sta dando un briciolo di vivacità ai mercati, che tuttavia proseguono la loro lateralità che dura ormai dala seconda settimana di novembre.

Dopo la prima mezz’ora di scambi Piazza Affari cresce dello 0,5% a 24.587 punti. Guadagno simile per Francoforte: +0,5% a 14.431 punti mentre Parigi segnala un rialzo dello 0,4% a ridosso dei 6.700 punti. In forte ripresa lo spread, in area 194 punti, con il rendimento del btp che si muove attorno al 3,8% mentre il bund rimane sotto il 2%.

Moncler titolo migliore di Piazza Affari

Il titolo migliore del listino milanese è Moncler, +1,2% alla ricerca di un rimbalzo dopo otto sedute negative, sempre a causa dei timori per un crollo della domanda cinese. Il bottom potrebbe essere stato raggiunto a 47,3 euro per azione. Positiva Unicredit, +1%, e Banca Generali, +0,9% mentre il titolo più venduto è Leonardo: -2,2%, seguito da Saipem, -1,4%. Tim, -1,1%, attende il Cda previsto per domani: sul tavolo c’è il futuro del gruppo delle tlc dopo che Giorgia Meloni ha accantonato sia il progetto di opa di Stato, sia un’operazione con Open Fiber.

Da monitorare Exor, nel pomeriggio è attesa una conference call con analisti e investitori ed è atteso l’intervento di John Elkann. Juventus, a caccia del rimbalzo dopo il recupero nel pomeriggio della vigilia (chiusura -0,9%), cede l’1,8%. Stellantis sta preparando la rete di concessionari Usa al processo di elettrificazione: il 50% delle vendite negli Stati Uniti sarà costituito da veicoli elettrici a batteria entro la fine di questo decennio.

Ferrari ha sospeso, almeno per il momento, gli ordini per il nuovo Suv Purosangue, a fronte dell’elevata domanda che ha portato le liste d’attesa per alcuni clienti a circa due anni. In riferimento ad Avio, +5,89% grazie al contratto firmato da Arianespace con la Commissione Ue per il lancio di cinque missioni Copernicus, e il lanciatore Vega C per il posizionamento in orbita bassa dei satelliti della costellazione per l’osservazione della Terra tra il 2024 e il 2026.


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Dollaro, oggi parla Powell

Sul fronte del mercato valutario l’indice del dollaro tiene sopra i 106,5 e consolida i recenti guadagni. Gli investitori si preparano all’intervento di Jerome Powell, presidente della Fed, che nel pomeriggio potrebbe offrire nuovi indizi su futuri aumenti dei tassi. L’ultimo intervento di un membro del Fomc è quello del presidente della Fed di St. Louis James Bullard, secondo cui il tasso ufficiale deve salire almeno al 5%.

Anche il presidente della Fed di New York, John Williams, ha affermato che i tassi devono aumentare ulteriormente e rimanere alti fino al prossimo anno. Tuttavia, è ampiamente previsto che la Fed rallenti il ​​ritmo dell’inasprimento a 50 punti base a dicembre dopo aver effettuato quattro aumenti consecutivi di 75 punti base. Euro a 1,0354, in rialzo dello 0,3%.

Petrolio, terzo rialzo consecutivo. Sale anche il gas

Guardando alle materie prime, il petrolio è salito verso i 79 dollari al barile. Si tratta del terzo rialzo consecutivo dopo il dato delle scorte americane in calo oltre le aspettative di quasi 8 milioni di barili la scorsa settimana. L’imminente meeting dell’Opec+ il 4 dicembre alimenta i timori di ulteriori tagli alla produzione anche in virtù della domanda a rischio in Cina.

Dollaro, oggi parla Powell

Sul fronte del mercato valutario l’indice del dollaro tiene sopra i 106,5 e consolida i recenti guadagni. Gli investitori si preparano all’intervento di Jerome Powell, presidente della Fed, che nel pomeriggio potrebbe offrire nuovi indizi su futuri aumenti dei tassi. L’ultimo intervento di un membro del Fomc è quello del presidente della Fed di St. Louis James Bullard, secondo cui il tasso ufficiale deve salire almeno al 5%.

Anche il presidente della Fed di New York, John Williams, ha affermato che i tassi devono aumentare ulteriormente e rimanere alti fino al prossimo anno. Tuttavia, è ampiamente previsto che la Fed rallenti il ​​ritmo dell’inasprimento a 50 punti base a dicembre dopo aver effettuato quattro aumenti consecutivi di 75 punti base. Euro a 1,0354, in rialzo dello 0,3%.

Petrolio, terzo rialzo consecutivo. Sale anche il gas

Guardando alle materie prime, il petrolio è salito verso i 79 dollari al barile. Si tratta del terzo rialzo consecutivo dopo il dato delle scorte americane in calo oltre le aspettative di quasi 8 milioni di barili la scorsa settimana. L’imminente meeting dell’Opec+ il 4 dicembre alimenta i timori di ulteriori tagli alla produzione anche in virtù della domanda a rischio in Cina.

Ancora forti rialzi per il gas europeo, che supera i 135 euro per megawattora, ai massimi dal 14 ottobre scorso. Nel mese di novembre ha superato i 10 punti percentuali di crescita del prezzo in previsione di un tempo gelido dalla prossima settimana, che contribuirà a ridurre le scorte. Ad aggiungere pressione al rialzo ci sono anche problemi di fornitura nel campo di Troll in Norvegia e nel terminal di Barrow North nel Regno Unito.