Inflation Day. Mentre il petrolio registra un deprezzamento del 25% nell’ultimo mese tra recessione e timori di una domanda in calo, il mercato attende il nuovo dato dell‘indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti, market mover della settimana. L’attesa è un aumento dell’8,8% ma c’è chi teme che si possa arrivare fino al 9%, aggiornando così i massimi degli ultimi 40 anni. Gli investitori terranno d’occhio anche l’inflazione core, depurata dai prezzi energetici e alimentari che sono i più volatili. In questo caso le previsioni danno un +5,6% a giugno che è inferiore al 6% di maggio, segnale che potrebbe essere arrivata al picco.

Rialzo dei tassi: Nuova Zelanda, Corea del Sud e Canada

Sicuramente la Fed prenderà appunti. Ma c’è chi ha già mosso nuovamente sullo scacchiere dei tassi. La Nuova Zelanda li ha aumentati nella notte di mezzo punto, sesto consecutivo di cui gli ultimi tre da +0,5%. Anche la Corea del Sud è intervenuta con 50 punti base e si tratta del maggior rialzo di sempre. Anche in questo caso la missione è la lotta all’inflazione, a qualunque costo. Nel pomeriggio toccherà alla banca centrale canadese.

Intanto il rimbalzo delle piazze asiatiche è timido dopo un inizio settimana complicato a causa dei nuovi lockdown in alcune aree del paese per timori della nuova variante Omicron. La sensazione è che sia un rimbalzo tecnico, guardando il prezzo del petrolio che è sceso ancora durante la sessione notturna dopo il -8% della vigilia, con il Wti scivolato fino a quota 96 dollari al barile, prima di risalire con l’apertura del vecchio continente che parte però in rosso, sui timori della recessione (euro dollaro sempre in parità) forniture del gas interrotte da Mosca per lavori di manutenzione del gasdotto Nord Stream 1.


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Borse Ue negative, spread sopra i 200 punti

Piazza Affari arretra dell’1,13% a 21.242 punti. Francoforte in calo dell’1,08% a 12.765 punti. Parigi rimane a ridosso dei 6.000 punti soglia psicologica, in calo dello 0,6% mentre Madrid segna un -0,5% a 7.970 punti. Sul Ftse Mib sono solo tre i titoli positivi dopo un’ora di contrattazioni: il migliore è Campari che sale dell’1,1%. Segue Moncler con un guadagno dello 0,6%, infine Interpump, con un cauto +0,2%. Ancora nervosi gli scambi su Saipem, all’ultima settimana di aumento di capitale: -24,1% per il titolo energetico. Segue il forte ribasso di Leonardo, -3,9% per quella che appare una presa di beneficio dopo il +3,2% della vigilia. Ancora sotto pressione i bancari con Bper Banca sotto del 3,5% e Unicredit che cede il 2,3%. Spread ancora leggermente sopra i 200 punti base in lieve rialzo, con il rendimento del btp ancora in area 3,2% e il bund tedesco sotto l’1,4%.

Petrolio, il prezzo è sceso del 25% nell’ultimo mese

Sul fronte delle materie prime gli investitori aspettano i dati sulle scorte di petrolio settimanali. Le prospettive di un indebolimento della domanda in Cina ma anche in Europa a causa dei timori per la recessione, in aggiunta alle aspettative per il dato dell’inflazione in America che potrebbe indurre la Fed a un rafforzamento dei piani già aggressivi sulla politica monetaria (vedi rialzo dei tassi a luglio di 75 punti base) hanno portato a un deprezzamento del greggio del 25% nell’ultimo mese, senza dimenticare che il dollaro è ai massimi quasi storici.

Borse Ue negative, spread sopra i 200 punti

Piazza Affari arretra dell’1,13% a 21.242 punti. Francoforte in calo dell’1,08% a 12.765 punti. Parigi rimane a ridosso dei 6.000 punti soglia psicologica, in calo dello 0,6% mentre Madrid segna un -0,5% a 7.970 punti. Sul Ftse Mib sono solo tre i titoli positivi dopo un’ora di contrattazioni: il migliore è Campari che sale dell’1,1%. Segue Moncler con un guadagno dello 0,6%, infine Interpump, con un cauto +0,2%. Ancora nervosi gli scambi su Saipem, all’ultima settimana di aumento di capitale: -24,1% per il titolo energetico. Segue il forte ribasso di Leonardo, -3,9% per quella che appare una presa di beneficio dopo il +3,2% della vigilia. Ancora sotto pressione i bancari con Bper Banca sotto del 3,5% e Unicredit che cede il 2,3%. Spread ancora leggermente sopra i 200 punti base in lieve rialzo, con il rendimento del btp ancora in area 3,2% e il bund tedesco sotto l’1,4%.

Petrolio, il prezzo è sceso del 25% nell’ultimo mese

Sul fronte delle materie prime gli investitori aspettano i dati sulle scorte di petrolio settimanali. Le prospettive di un indebolimento della domanda in Cina ma anche in Europa a causa dei timori per la recessione, in aggiunta alle aspettative per il dato dell’inflazione in America che potrebbe indurre la Fed a un rafforzamento dei piani già aggressivi sulla politica monetaria (vedi rialzo dei tassi a luglio di 75 punti base) hanno portato a un deprezzamento del greggio del 25% nell’ultimo mese, senza dimenticare che il dollaro è ai massimi quasi storici.

Tornando alle scorte, quelle pubblicate dall’American Petroleum Institute nella serata di martedì sono cresciute di 4,76 milioni di barili (grafico sopra), in aumento anche le scorte di benzina. E in attesa dell’esito della visita di Joe Biden in Arabia Saudita, l’Opec prevede un aumento della domanda globale di petrolio nel 2023 ma a un ritmo più lento rispetto al 2022.

Petrolio ma non solo: gas, volatile il prezzo del Gnl Usa

Resta delicata la situazione del prezzo del gas. Il Ttf europeo consolida i 170 euro per megawattora sui massimi degli ultimi cinque mesi. La situazione rimane invariata: la Russia ha chiuso il gasdotto Nord Stream 1 causa lavori di manutenzione. La Norvegia avrebbe dovuto aumentare i flussi verso l’Europa ma al contrario è stata costretta a ridurre drasticamente le forniture causa incidente nell’impianto di Sleipner.

In questo senso si inserisce la volatilità del gas naturale americano. Ieri -4% con un’oscillazione tra i 6,7 dollari per Mmbtu, sui massimi di luglio, e la rottura al ribasso dei 6 $, tra la pressione per il crollo dei prezzi del greggio, la domanda che resta forte per la necessità di raffreddamento a causa del clima più caldo negli Stati Uniti, la forte domanda dall’Europa a causa del blocco russo e la lenta ripresa delle attività degli impianti a Freeport, in Texas, dopo il grande incendio che da settimane ne ha paralizzato la produzione.

Valute, euro dollaro ancora sulla parità

Sul fronte valutario, Euro Dollaro sulla parità rimane il cambio più osservato dagli investitori. Occhio però anche alla sterlina, alla vigilia scivolato fino a 1,18 ai minimi da marzo 2020. Oggi il pound si è riportato in area 1,19 sostenuto dalla crescita inaspettata del Pil del Regno Unito: +0,5% a maggio su base mensile (grafico sotto), oltre le aspettative che davano una crescita stagnante e dopo il -0,2% di aprile.