Il rallentamento dell’economia globale potrebbe tramutarsi in recessione. E i mercati azionari festeggiano. Lo hanno fatto la settimana scorsa. Riprendono a farlo anche in quella che è l’ultima ottava di giugno. Ci provano, perlomeno. Perché Piazza Affari, dopo un avvio tonico (+0,9%) si ritrova sotto la parità dopo qualche ora sulla scia della morte di Leonardo Del Vecchio, che ha causato forti vendite su Generali e Mediobanca.

Restano postivi gli altri indici europei: se davvero Usa e Ue dovessero registrare due trimestri negativi consecutivi (recessione tecnica) le banche centrali potrebbero allentare la politica monetaria. Riducendo progressivamente l’entità degli aumenti del costo del denaro. E questo significherebbe maggiore liquidità del previsto.

L’Europa dunque è partita bene, ma anche l’Asia ha chiuso una seduta positiva, sostenuta ancora dal rally di venerdì a Wall Street. Hong Kong ha concluso vicino al 3% di guadagni, Shanghai Composite sui massimi degli ultimi quattro mesi, spinta anche da una grande iniezione di liquidità (la più forte degli ultimi 90 giorni) effettuata dalla People’s Bank of China. 

Recessione, ma non solo: al via il forum della Bce

C’è ottimismo anche per l’esito, e gli argomenti, del Forum di Sintra della Bce. Tre giorni in cui si esprimeranno i governatori delle principali banche centrali, tra cui Christine Lagarde (parlerà stasera alle 20.30) e Andrew Bailey, capo della Bank of England. C’è attesa per i primi spunti relativi al piano antiframmentazione, che dovrebbe sostenere i paesi periferici ad alto rischio debito, aspettando in settimana il nuovo dato sull’inflazione Ue relativo a giugno: l’attesa è +8,3%, a fronte del +8,1% di maggio.

Intesa Sanpaolo titolo migliore, Mediobanca giù

Come detto, Piazza Affari riduce i guadagni registrati in apertura e scivola sotto lo 0,2% (grafico sopra). Regge Francoforte, +1,5% in avvio, a 13.322 punti. Anche Parigi è vicina al punto percentuale di guadagno, a 6.132 punti, mentre Madrid sale dello 0,6% a 8.291 punti.

Sul Ftse Mib, il titolo migliore è Intesa Sanpaolo: +3,12%, in scia alla decisione del cda di dare avvio il 4 luglio alla metà del buyback da 3,4 miliardi approvato dall’assemblea ad aprile. Occhio anche a Saipem, che non apre nel primo giorno di aumento di capitale: le azioni sono sospese con un rialzo teorico del 19,97% sul prezzo rettificato a 1,2495 euro. Mentre il diritto, anch’esso sospeso, perde in teoria il 20% a 22,45 euro.  Il titolo è stato il peggiore la settimana scorsa, dopo aver annunciato il rafforzamento da due miliardi al via oggi, perdendo il 21,8%  venerdì e il 43,6% a partire da mercoledì. Guadagni anche su Moncler, +2,8%, e su Stellantis a +2,5%. Vendite su Mediobanca, -3,5%, sui minimi da metà marzo che soffre la notizia della morte di Leonardo Del Vecchio (anche Generali va giù del 2,6%).

Al G7 ancora allo studio il price cap per gas e petrolio

Sul fronte delle materie prime i futures sul greggio Wti sono scesi a circa 107 dollari al barile, spinti dai timori di recessione. Ovviamente occhi puntati al vertice del G7 in Germania, dove si discute un price cap per petrolio e gas, ma anche ai colloqui tra Usa e Iran per rilanciare l’accordo nucleare del 2015. In questo senso il prezzo del Ttf (gas europeo) si allontana dai 140 euro per megawattora registrati nella notte, consolidando quota 130 € (grafico sotto). L’obiettivo del riempimento dell’80% della capacità di stoccaggio in Europa rimane a rischio, ed ecco perché Berlino, il più grande cliente di Gazprom nel blocco, ha già varato la seconda fase del suo piano di emergenza per il gas, che include un monitoraggio più rigoroso del mercato e la riattivazione delle centrali a carbone.

Intesa Sanpaolo titolo migliore, Mediobanca giù

Come detto, Piazza Affari riduce i guadagni registrati in apertura e scivola sotto lo 0,2% (grafico sopra). Regge Francoforte, +1,5% in avvio, a 13.322 punti. Anche Parigi è vicina al punto percentuale di guadagno, a 6.132 punti, mentre Madrid sale dello 0,6% a 8.291 punti.

Sul Ftse Mib, il titolo migliore è Intesa Sanpaolo: +3,12%, in scia alla decisione del cda di dare avvio il 4 luglio alla metà del buyback da 3,4 miliardi approvato dall’assemblea ad aprile. Occhio anche a Saipem, che non apre nel primo giorno di aumento di capitale: le azioni sono sospese con un rialzo teorico del 19,97% sul prezzo rettificato a 1,2495 euro. Mentre il diritto, anch’esso sospeso, perde in teoria il 20% a 22,45 euro.  Il titolo è stato il peggiore la settimana scorsa, dopo aver annunciato il rafforzamento da due miliardi al via oggi, perdendo il 21,8%  venerdì e il 43,6% a partire da mercoledì. Guadagni anche su Moncler, +2,8%, e su Stellantis a +2,5%. Vendite su Mediobanca, -3,5%, sui minimi da metà marzo che soffre la notizia della morte di Leonardo Del Vecchio (anche Generali va giù del 2,6%).

Al G7 ancora allo studio il price cap per gas e petrolio

Sul fronte delle materie prime i futures sul greggio Wti sono scesi a circa 107 dollari al barile, spinti dai timori di recessione. Ovviamente occhi puntati al vertice del G7 in Germania, dove si discute un price cap per petrolio e gas, ma anche ai colloqui tra Usa e Iran per rilanciare l’accordo nucleare del 2015. In questo senso il prezzo del Ttf (gas europeo) si allontana dai 140 euro per megawattora registrati nella notte, consolidando quota 130 € (grafico sotto). L’obiettivo del riempimento dell’80% della capacità di stoccaggio in Europa rimane a rischio, ed ecco perché Berlino, il più grande cliente di Gazprom nel blocco, ha già varato la seconda fase del suo piano di emergenza per il gas, che include un monitoraggio più rigoroso del mercato e la riattivazione delle centrali a carbone.

Il principale gasdotto Nord Stream attualmente utilizza solo il 40% della sua capacità di fornire all’Europa e dovrebbe essere completamente chiuso per manutenzione a luglio, aggravando le preoccupazioni che la Russia non possa riprendere le spedizioni attraverso il collegamento a seguito di tali lavori. Il natural gas americano testa invece la soglia dei 6 dollari per Mmbtu, ai minimi da aprile, sotto pressione per l’aumento delle scorte interne e le temperature più basse negli Usa.

Valute e bitcoin

Il dollaro soffre dei recenti dati macroeconomici che certificano ancor di più il rallentamento dell’economia reale. Per il biglietto verde la rottura al ribasso dei 104 sul dollar index (grafico sotto), supporto importante, potrebbe comportare nuove spinte ribassiste. Euro Dollaro risale a 1,0570 (+0,15%), ferma la sterlina a 1,2280 mentre gli analisti si attendono a breve un recupero dello yen sul dollaro dopo i 136,7 della scorsa settimana, il momento più debole per la valuta nipponica dal 1998. Bitcoin a 21.500 dollari, in rialzo dell’1,4%.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.