L’inflazione in Germania che rispetta le previsioni: +7,9% (grafico sotto). L’inflazione negli Stati Uniti attesa al secondo calo consecutivo. Il che vorrebbe dire: picco alle spalle. La cautela contraddistingue la seduta odierna dei mercati, seppur con un briciolo di ottimismo nonostante l’indice dei prezzi al consumo tedesco sia di nuovo ai massimi delle ultime tre rilevazioni. Vale per le borse asiatiche, eccezion fatta per il 2,7% del Kospi, Corea del Sud. Vale per i futures di Wall Street. E ovviamente anche per l’Europa, mentre il dollaro conferma il suo momento di lieve debolezza, permettendo il recupero delle altre valute, ma anche di criptovalute e materie prime. Gas europeo compreso, che con il dollaro non c’entra niente ma gli investitori stanno scontando gli sforzi dei governi Ue per frenare i prezzi, compreso i massimali sui prezzi del gas e una sospensione del commercio di derivati dell’energia.

“Contro il blocco del gas russo serve maggiore solidarietà europea”

“Non esiste un’unica soluzione a un potenziale blocco delle esportazioni di gas russo –John Plassard, Director & Investment Specialist del Gruppo Mirabaud ma una combinazione di tre: la solidarietà europea, l’uso di fonti energetiche alternative come il nucleare, le rinnovabili, l’idroelettrico e il carbone, e uno sforzo volontario per ridurre i consumi delle famiglie e delle imprese in Europa. I ministri dell’energia dell’Ue hanno deciso che tutti i Paesi del blocco dovranno ridurre volontariamente il consumo di gas del 15% tra agosto e marzo rispetto al loro consumo medio annuale nel periodo 2017-2021, mentre la Germania, la più legata alla Russia sulle forniture di gas, inizierà a importare gas da Gran Bretagna, Danimarca, Norvegia e Paesi Bassi tramite gasdotti”.

Inflazione Usa attesa più bassa ma la Fed non molla

Cautela, si diceva. Già, perché la Fed non sembra voglia allentare la morsa del rialzo dei tassi anche nel caso in cui l’inflazione confermerà le previsioni a 8,1% per il mese di agosto (grafico sotto). La settimana prossima toccherà al board della Federal Reserve riunirsi nel consueto meeting e ancora una volta nelle intenzioni del Fomc sembrano esserci un aumento di 75 punti base. Tuttavia il mercato sta scontando la stretta monetaria della banca centrale americana.

Anche per questo, dopo un’ora di scambi, Piazza Affari aggiorna i massimi dal 19 agosto scorso a 22.722 punti, prima di arretrare attorno alla parità. Francoforte sale dello 0,1% a 13.417 punti. Parigi +0,3% a 6.356 punti mentre Madrid è piatta a 8.192 punti. Occhio a Londra, anch’essa sopra la parità dopo la pubblicazione de tasso di disoccupazione nel Regno Unito: 3,6% a luglio, il dato più basso dal 1974 e al di sotto del 3,8% atteso. Ne approfitta la sterlina, che recupera un altro 0,2% nel cambio con il dollaro a 1,1731 ai massimi di settembre.

Acquisti su Tim: rinviata l’offerta di Cdp a dopo le elezioni

In lieve calo lo spread, a 227 punti base, con il btp decennale che si sgancia dal 4% di rendimento a 3,92%. Tim è il titolo più acquistato nella prima ora di contrattazioni: +1,7%, in scia alla notizia dello slittamento a dopo le elezioni dell’offerta non vincolante di Cdp e Macquarie sulla rete unica, il progetto di integrazione delle reti primarie e secondarie in fibra e rame concentrate in Netco con l’acquisto di quest’ultima da parte di Open Fiber.

Nei giorni scorsi i vertici di via Goito avrebbero sondato il Tesoro, suo azionista con l’82,77%, Palazzo Chigi ma anche i futuri stakeholders del nuovo governo, a cominciare da FdI: da questo giro d’orizzonte, stando a quanto riportato da “Il Messaggero”, è emersa l’opportunità di rinviare a subito dopo il voto la delibera della proposta non binding che, secondo l’accordo-quadro, avrebbe dovuto vedere la luce ai primi di agosto per poi seguire con una proposta vincolante entro il 31 ottobre. Tornando al Ftse Mib, bene Diasorin e Amplifon, +1,4%. Vendite su Pirelli, -0,9%, e su Terna, -0,6%.


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Dollaro debole, euro e petrolio recuperano

Sul fronte delle materie prime sale ancora il petrolio, alla quarta seduta positiva consecutiva (+7%) traendo beneficio dal calo del dollaro: +0,8% a 88,7 dollari al barile per quanto riguarda il Wti. Rimane ben al di sotto dei 200 euro per megawattora il gas, tra gli sforzi dei governi Ue per frenare i prezzi, compresi i massimali sui prezzi del gas e una sospensione del commercio di derivati ​​dell’energia.

Il dollaro come detto continua a registrare vendite degli investitori, che continuano a trarre profitto dai rialzi registrati in quet’ultimo periodo. I 108 punti del dollar index (grafico sotto) consolidano i minimi della vigilia. Euro dollaro si mantiene sopra la parità a 1,014, +0,2%. Recupera anche lo yen, a 142 nel cambio con il biglietto verde in rialzo dello 0,3%. Bitcoin a 22.626 dollari, ai massimi del mese.

Dollaro debole, euro e petrolio recuperano

Sul fronte delle materie prime sale ancora il petrolio, alla quarta seduta positiva consecutiva (+7%) traendo beneficio dal calo del dollaro: +0,8% a 88,7 dollari al barile per quanto riguarda il Wti. Rimane ben al di sotto dei 200 euro per megawattora il gas, tra gli sforzi dei governi Ue per frenare i prezzi, compresi i massimali sui prezzi del gas e una sospensione del commercio di derivati ​​dell’energia.

Il dollaro come detto continua a registrare vendite degli investitori, che continuano a trarre profitto dai rialzi registrati in quet’ultimo periodo. I 108 punti del dollar index (grafico sotto) consolidano i minimi della vigilia. Euro dollaro si mantiene sopra la parità a 1,014, +0,2%. Recupera anche lo yen, a 142 nel cambio con il biglietto verde in rialzo dello 0,3%. Bitcoin a 22.626 dollari, ai massimi del mese.