L’entità dell’aumento non è ancora certo. Ma per certo si sa che la Bce oggi effettuerà un rialzo dei tassi per la seconda volta consecutiva: non succedeva da più di dieci anni. Cinquanta punti base o settantacinque? Il mercato s’interroga su questi numeri, sicuro del fatto che la politica monetaria dell’Eurotower non cambierà più di tanto fino a dicembre. Perché l’inflazione rimarrà alta ancora per molto tempo e in generale tutte le principali banche centrali dell’occidente hanno annunciato una sorta di whatever it takes contro il rialzo dei prezzi. Non solo Fed e Bce: la Bank of Canada ha alzato il tasso di riferimento di 75 punti base, al 3,25% (grafico sotto). Arrivava da una stretta di 100 punti a luglio. Stessa direzione intrapresa da Bank of England e Royal Bank of Australia e New Zeland.

Piazza (Mfs Im): “Rialzo dei tassi, inasprimento ordinato ma sostenuto”

Secondo Annalisa Piazza, fixed-income research Analyst, di Mfs Investment Management, la Bce si sta mostrando impaziente sull’ipotesi di anticipare il ciclo di rialzi prima che l’economia dell’Eurozona entri ufficialmente in territorio recessivo nel corso dell’anno: “Un rialzo di 50 punti base a settembre, ottobre e dicembre ci sembra per noi uno scenario possibile, per poi fare una pausa e rivalutare il quadro economico generale con tassi all’1,5%. Crediamo prevarrà la logica di un inasprimento ordinato ma sostenuto per evitare un‘inutile volatilità dei mercati. Al momento la Bce sembra più preoccupata dall’inflazione che dalla recessione e sarà importante osservare le mosse della Fed, perché sarà difficile che la Bce mantenga un atteggiamento più rigido rispetto alla Fed per un periodo di tempo prolungato”.

Sulla reazione del mercato delle obbligazioni, Piazza aggiunge che: “Un atteggiamento restrittivo della Bce può spingere il mercato a prezzare un tasso terminale più alto, che peserebbe maggiormente sulla parte bassa della curva. Ulteriori rischi derivano dai possibili commenti di alcuni membri della Bce sulle decisioni relative alla fine dei reinvestimenti del Qe, che rappresenterebbero un altro segnale ribassista e porterebbero a un allargamento dello spread”.

Piazza Affari sotto la parità, spread sotto i 230 punti base

Dopo un avvio positivo Piazza Affari scende sotto la parità a 21.469 punti. Stessa oscillazione per Francoforte, -0,1% a 12.910 punti. Parigi si mantiene sopra lo zero dopo un’ora di scambi a +0,09%, 6.110 punti mentre Madrid registra un più pesante -0,5%. A 7.816 punti. Scende ancora lo spread, 227 punti base, giù dello 0,7%, con il btp che consolida i minimi della vigilia a 3,8% come rendimento. Tra i titoli migliori spicca Banco Bpm, +1,5%, seguito da Leonardo e Tenaris, entrambi guadagnano lo 0,9%. Rosso per Moncler, -2,16%, e Tim, -1,5% dopo il nuovo attacco di Vivendi a Cdp, attraverso una lettera al board per accusare la cassa di conflitto di interesse, difendendo la stima di 31 miliardi data a Netco da Rotschild.


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Petrolio attorno ai minimi del 2022

Il petrolio rimane sui minimi dell’anno in area 82 dollari al barile, dopo il crollo di oltre cinque punti percentuali della vigilia. Le prospettive di indebolimento della domanda guidate dall’aggressiva stretta monetaria e dalle persistenti preoccupazioni economiche nel principale importatore cinese continuano a fare presa sui mercati energetici. I rischi dal lato dell’offerta permangono poiché il presidente Vladimir Putin ha affermato che la Russia non fornirà energia ai paesi che hanno sostenuto un tetto massimo previsto per il prezzo del petrolio russo guidato dagli Stati Uniti.

Petrolio attorno ai minimi del 2022

Il petrolio rimane sui minimi dell’anno in area 82 dollari al barile, dopo il crollo di oltre cinque punti percentuali della vigilia. Le prospettive di indebolimento della domanda guidate dall’aggressiva stretta monetaria e dalle persistenti preoccupazioni economiche nel principale importatore cinese continuano a fare presa sui mercati energetici. I rischi dal lato dell’offerta permangono poiché il presidente Vladimir Putin ha affermato che la Russia non fornirà energia ai paesi che hanno sostenuto un tetto massimo previsto per il prezzo del petrolio russo guidato dagli Stati Uniti.

Gas Ttf, nuovo calo: -5%

I futures sul gas naturale Ttf sono stati scambiati intorno ai 200 euro per megawattora con un calo del 5% (grafico sotto), un livello che non si vedeva in un mese, tra i rapidi sforzi dei governi europei per frenare i prezzi, compresi i massimali del prezzo del gas e una sospensione del commercio di derivati ​​dell’energia. Inoltre, dati recenti hanno mostrato che i siti di stoccaggio del gas naturale venivano riempiti più velocemente del previsto prima della stagione invernale di picco della domanda. Tuttavia, nonostante tale intervento sul mercato, i prezzi sono destinati a rimanere elevati nonostante la contrazione delle forniture.

Intanto si attendono eventuali reazioni dell’euro sulle decisioni della Bce: la moneta unica è ancora sotto la parità a quota 0,9980 (grafico sotto). Ma si attendono anche le parole di Jerome Powell alla conferenza del Cato Institute in serata. Saranno le sue ultime osservazioni pubbliche fino al meeting del 20-21 settembre.