Mercati positivi all’indomani della morte della Regina Elisabetta II, con la sterlina in aumento dell’1,1% sul dollaro e a quota 1,1629 (grafico sotto), ai massimi del mese, e dell’annuncio storico della Bce, che per la prima volta nella storia ha alzato i tassi di 75 punti base escludendo, per il momento, le prospettive di una recessione in Eurozona. Un rialzo che le borse avevano già scontato da tempo, e infatti la reazione è stata minima anche se Christine Lagarde ha deluso chi si aspettava parole di conforto a favore della moneta unica, in una fase di forte debolezza.

“Obiettivo Bce concludere i rialzi entro marzo 2023”

“La Lagarde ha menzionato che la Bce avrebbe alzato i tassi probabilmente in più di 2 meetings e in meno di 5 -è il commento di Pasquale Diana, Head of Macro Research di AcomeA Sgr-. Questo appare abbastanza inusuale, specialmente alla luce del fatto che l’Eurotower non vuol dare forward guidance. Presa alla lettera, vuol dire che la Banca centrale europea vuole portare a termine il suo lavoro di normalizzazione entro marzo 2023″. Una possibile spiegazione sta nel fatto che entro quella data il quadro macro vedrà l’Eurozona in stagnazione per stessa ammissione di Christine Lagarde, quindi la Bce sa che ulteriori rialzi saranno difficili.

Aggiunge l’analista: “Il presidente non ha parlato esplicitamente di un livello neutrale dei tassi, lo scenario ipotetico può essere un rialzo di 75 punti base a ottobre, 50 a dicembre e 25 a febbraio e marzo, con u ntasso sui depositi al 2,5%. Fino a che l’inflazione non comincia a dare concreti segnali di rallentamento, la Bce continuerà con ogni probabilità a restringere le condizioni monetarie, senza troppo riguardo per la crescita”.

Attesa per la riunione dei ministri dell’Energia Ue

In una giornata scarica di dati macroeconomici, l’attesa è tutta rivolta alla riunione dei ministri dell’Energia dell’Ue, chiamati a pronunciarsi per la prima volta sul price cap da imporre al gas russo. Da convincere soprattutto Ungheria e Olanda mentre il Ttf ora vale 211 euro al megawattora, registrando un calo del 3,4%, tra le poche materie prime in rosso pur mantenendo un prezzo ancora piuttosto alto (a inizio 2021 valeva poco più di 10 euro al megawattora).

Piazza Affari sale dell’1% a 21.892 punti, Francoforte guadagna lo 0,8% a 13.012 punti, rialzo anche per Parigi: +0,6% mentre Madrid segna +0,9% a 7.992 punti. Lo spread sale a 230 punti base, con il rendimento del btp decennale che tiene il 4% dopo averlo agganciato nella seduta della vigilia. Il titolo più comprato a Milano è Tim, +3,6%, secondo Reuters avvierà la selezione di un partner di minoranza per Tim Enterprise, la società che raggrupperà i servizi di connettività per i grandi clienti, nonché le attività cloud e cybersecurity. Forti anche le banche: Finecobank +2,8% dopo i conti pubblicati alla vigilia, Intesa +2,7% mentre le vendite maggiori si concentrano su Recordati, -0,9%, e Diasorin, -0,8%. 


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Prese di beneficio sul dollaro, risalgono le cripto

Come anticipato, è la sterlina che si prende le attenzioni maggiori sul fronte del mercato valutario. In realtà sono le forti vendite sul dollaro che rafforza in generale tutti i tassi di cambi, euro compreso che al momento galleggia appena sopra la parità con il biglietto verde, in guadagno dello 0,9%. Il dollar index scivola ai minimi del mese a 108,58 lasciando per strada l’1% (grafico sotto): la valutazione è che sono in corso alcuni profitti dopo i forti rialzi dell’ultimo periodo.

Giovedì sera il presidente della Fed Jerome Powell ha affermato che la Fed è fortemente impegnata nella lotta all’inflazione, mettendo in guardia contro ogni allentamento della politica monetaria dell’istituto. Gli investitori ora guardano avanti ai dati sull’indice dei prezzi al consumo statunitense per agosto che verranno pubblicati la prossima settimana. La debolezza odierna del dollaro spinge anche il bitcoin, di nuovo sopra i 20.600 punti (+6%) ed ethereum, 1.700 dollari (+4,2%).

Prese di beneficio sul dollaro, risalgono le cripto

Come anticipato, è la sterlina che si prende le attenzioni maggiori sul fronte del mercato valutario. In realtà sono le forti vendite sul dollaro che rafforza in generale tutti i tassi di cambi, euro compreso che al momento galleggia appena sopra la parità con il biglietto verde, in guadagno dello 0,9%. Il dollar index scivola ai minimi del mese a 108,58 lasciando per strada l’1% (grafico sotto): la valutazione è che sono in corso alcuni profitti dopo i forti rialzi dell’ultimo periodo.

Giovedì sera il presidente della Fed Jerome Powell ha affermato che la Fed è fortemente impegnata nella lotta all’inflazione, mettendo in guardia contro ogni allentamento della politica monetaria dell’istituto. Gli investitori ora guardano avanti ai dati sull’indice dei prezzi al consumo statunitense per agosto che verranno pubblicati la prossima settimana. La debolezza odierna del dollaro spinge anche il bitcoin, di nuovo sopra i 20.600 punti (+6%) ed ethereum, 1.700 dollari (+4,2%).

Petrolio ai minimi degli ultimi 8 mesi

Tornando alle materie prime, il petrolio si stabilizza attorno agli 83,5 dollari al barile, secondo calo settimanale consecutivo tra indebolimento delle prospettive della domanda guidata dall’aggressiva stretta monetaria delle banche centrali e dal contenimento del Covid-19 in Cina, che sta ordinando nuovi lockdown. Il Wti è ai minimi degli ultimi 8 mesi (grafico sotto). Pechino ha ordinato il blocco pressoché totale delle attività  nella megalopoli Chengdu, 21 milioni di abitanti, politica zero covid che sta facendo letteralmente deragliare la ripresa economica del Dragone offuscando le prospettive della domanda.