La corsa non è finita. Ma la seduta odierna sui mercati registra uno stop dai funzionari della Fed. Piazza Affari fino alla vigilia ha registrato un guadagno del 6,3% dall’inizio dell’anno. Rialzi simili anche per il resto dei listini europei. In programma oggi a Stoccolma però c’è il simposio a cui parteciperà, tra gli altri, anche Jerome Powell. E l’inflazione, unita all’aumento dei tassi, continua a essere il principale market mover dei mercati. Le dichiarazioni che rilascerà nel pomeriggio il governatore della Federal Reserve aiuterà gli investitori a capire la direzione della banca centrala americana per la futura stretta monetaria. Tuttavia Mary Daly della Fed di San Francisco e Raphael Bostic della Fed di Atlanta hanno ribadito nella notte che la campagna contro il rialzo dei prezzi andrà avanti, con l’obiettivo minimo sopra il 5% (grafico sotto) destinato a rimanere stabile “per un po’.

Piazza Affari giù, spread sotto i 200. In arrivo il Btp a 20 anni

E così giù Piazza Affari anche se già dopo mezz’ora di scambi mostra una lieve ripresa, riavvicinandosi alla parità, per poi riavvicinarsi al mezzo punto percentuale di rosso: -0,4% a 25.376 punti. Francoforte cede lo 0,2% a 14.754 punti mentre Parigi si muove sotto lo 0,5% a 6.869 punti.

Lo spread scende sotto i 200 punti come non accadeva da metà dicembre: 197 punti base, con il rendimento del Btp decennale stabile in area 4,2% e quello del Bund tedesco in area 2,25%, nel giorno in cui il Tesoro lancia un nuovo buono del tesoro poliennale a 20 anni. Il pool di banche composto da Barclays, Bnp Paribas, Citibank, Goldman Sachs e Intesa Sanpaolo ha ricevuto in questo senso il mandato dal ministero per il collocamento sindacato di un nuovo benchmark al 2043.


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Moncler è il titolo più venduto in apertura

Guardando al listino milanese, Tenaris è il titolo più comprato: +1,1%, seguito da Eni, +0,9%, e Erg, +0,8%. Il comparto energetico brilla in controtendenza con l’andamento del Ftse Mib nonostante le prese di beneficio sul petrolio, che scivola dello 0,7% dopo la seduta molto positiva del greggio nella sessione precedente. La più venduta è Moncler, -1,8%, la più esposta in Cina dove i cittadini, dopo la riapertura, sta portando al boom delle prenotazioni turistiche e a un conseguente aumento delle vaccinazioni. Giù anche Buzzi Unicem e Campari, per entrambi i titoli le perdite si aggirano attorno all’1,3%.

Tra le altre storie di borsa da segnalare Tim, ancora in guadagno dopo il +5% le cui azioni sono salite del 22% dal 16 dicembre scorso, per una capitalizzazione cresciuta sopra 5 miliardi aspettando novità sulle trattative con il governo. Enel, -0,7% dopo il +10,3% dall’inizio dell’anno, dopo esser tornato sul mercato delle obbligazioni perpetue con un bond in due tranche riservato a investitori istituzionali, un rendimento di oltre il 7% e un ammontare complessivo di 1,75 miliardi di euro.

Storie di borsa: Brunello Cucinelli, Sesa, Omer

E a proposito del lusso, forte volatilità su Brunello Cucinelli dopo aver archiviato il 2022 con ricavi in crescita del 29,1% a cambi correnti a 919,5 milioni di euro, oltre le stime del mercato. Alla vigilia il titolo ha chiuso con un guadagno del 2%, nella seduta odierna ha aggiornato i massimi storici raggiungendo i 74 euro ad azione, per poi scendere appena sopra quota 70, in perdita dell’1,4%.

Fuori dal listino principale, da segnalare l’accordo di Sesa per l’acquisizione della maggioranza di Amaeco, con l’obiettivo di consolidare le proprie competenze di digitalizzazione e sostenibilità a supporto delle esigenze di evoluzione digitale del Made in Italy: il titolo perde l’1,4% dopo il +2,9% della vigilia. Omer, attiva nel settore della componentistica e arredi interni per mezzi di trasporto ferroviario, ha sottoscritto con Alstom un contratto la fornitura di diversi componenti di interiors per il progetto “Linea B – Réseau Express Régional” a Parigi.

Moncler è il titolo più venduto in apertura

Guardando al listino milanese, Tenaris è il titolo più comprato: +1,1%, seguito da Eni, +0,9%, e Erg, +0,8%. Il comparto energetico brilla in controtendenza con l’andamento del Ftse Mib nonostante le prese di beneficio sul petrolio, che scivola dello 0,7% dopo la seduta molto positiva del greggio nella sessione precedente. La più venduta è Moncler, -1,8%, la più esposta in Cina dove i cittadini, dopo la riapertura, sta portando al boom delle prenotazioni turistiche e a un conseguente aumento delle vaccinazioni. Giù anche Buzzi Unicem e Campari, per entrambi i titoli le perdite si aggirano attorno all’1,3%.

Tra le altre storie di borsa da segnalare Tim, ancora in guadagno dopo il +5% le cui azioni sono salite del 22% dal 16 dicembre scorso, per una capitalizzazione cresciuta sopra 5 miliardi aspettando novità sulle trattative con il governo. Enel, -0,7% dopo il +10,3% dall’inizio dell’anno, dopo esser tornato sul mercato delle obbligazioni perpetue con un bond in due tranche riservato a investitori istituzionali, un rendimento di oltre il 7% e un ammontare complessivo di 1,75 miliardi di euro.

Storie di borsa: Brunello Cucinelli, Sesa, Omer

E a proposito del lusso, forte volatilità su Brunello Cucinelli dopo aver archiviato il 2022 con ricavi in crescita del 29,1% a cambi correnti a 919,5 milioni di euro, oltre le stime del mercato. Alla vigilia il titolo ha chiuso con un guadagno del 2%, nella seduta odierna ha aggiornato i massimi storici raggiungendo i 74 euro ad azione, per poi scendere appena sopra quota 70, in perdita dell’1,4%.

Fuori dal listino principale, da segnalare l’accordo di Sesa per l’acquisizione della maggioranza di Amaeco, con l’obiettivo di consolidare le proprie competenze di digitalizzazione e sostenibilità a supporto delle esigenze di evoluzione digitale del Made in Italy: il titolo perde l’1,4% dopo il +2,9% della vigilia. Omer, attiva nel settore della componentistica e arredi interni per mezzi di trasporto ferroviario, ha sottoscritto con Alstom un contratto la fornitura di diversi componenti di interiors per il progetto “Linea B – Réseau Express Régional” a Parigi.

Inflazione in Giappone al top degli ultimi 40 anni

Guardando ai dati macroeconomici odierni, rimane ai massimi degli ultimi 40 anni l’inflazione in Giappone: +4% nel mese di dicembre (grafico sopra), oltre le previsioni degli analisti che avevano stimato un +3,8%. Il dato rafforza le aspettative che la Bank of Japan possa abbandonare la politica monetaria ultra espansiva, aggiustando i suoi obiettivi. L’indice dei prezzi al consumo nei Paesi Bassi si attesta al 9,6%, confermando così l’Italia primo tra i principali paesi Ue per inflazione come vi abbiamo già raccontato qui.

Tra le materie prime, da segnalare i 73,4 euro per megawattora del gas, ancora in calo di circa il 2% di fronte a quello che si prevede essere il gennaio più caldo degli ultimi anni. Tra i metalli preziosi si registrano leggere prese di beneficio dopo aver raggiunto i massimi negli ultimi otto mesi (oro e argento) e negli ultimi sette mesi (rame). Nel mercato valutario il dollaro risale dello 0,2% a fronte delle novità emerse dalle dichiarazioni dei presidenti della Fed di Atlanta e San Francisco, ma l’euro consolida i massimi da giugno in area 1,0730 (grafico sotto)