Inflazione e banche centrali. Ai mercati non serve altro. O meglio, ai mercati, perlomeno in questa settimana, non serve sapere altro. Mercoledì tocca alla Fed. Giovedì alla Bce e alla Bank of England. E poi toccherà anche a Svizzera e Norvegia. Per il pivot, ovverosia il cambio di direzione, forse è ancora troppo presto, ma di sicuro le attese rivolte ai tassi sono per un rialzo di 50 punti base sia per la Federal Reserve sia per l’Eurotower, 25 in meno rispetto agli ultimi interventi. In aggiunta, occhi puntati sul dato dell’indice dei prezzi al consumo del mese di novembre, sia negli Stati Uniti (investitori divisi tra chi ritiene il picco sia stato raggiunto e chi no), sia nel vecchio continente, di fatto la cartina tornasole che dirà quanto e se i provvedimenti delle banche centrali funzionano o meno.

Proprio l’inflazione è protagonista questa mattina con l’aggiornamento in Germania. E il dato rimane in doppia cifra: +10% (grafico sotto), confermando le previsioni del mercato, in lieve calo rispetto al 10,4% di ottobre. Sale anche la disoccupazione nel Regno Unito: +3,7%, rispettate le attese per un aumento, seppur lieve, rispetto alla rilevazione precedente (3,6%).

Piazza Affari moderata, Banco Bpm vola

Dopo mezz’ora di scambi l’Europa si muove prudente: Piazza Affari +0,16% a 24.342 punti. Francoforte +0,12% a 14.342 punti, Parigi piatta: +0,01% a 6.651 punti. Spread sotto i 190 punti, con il btp decennale che rende il 3,8% mentre il bund tedesco si muove in area 1,9%, sui massimi dal 2011. Sull’indice milanese bancari ed energetici sugli scudi: il titolo migliore è Banco Bpm: +3,8% grazie a Enasarco, che ha concluso un’operazione Reverse Abb per acquistare fino all’1,97% circa di azioni ordinarie. Un eventuale ingresso porterebbe il patto di consultazione a rappresentare il 10% del Banco, più del primo azionista Credit Agricole al 9,2%.

Tenaris guadagna il +2,8%, e Unicredit, +1,7% che ha concluso accordi per la cessione di sofferenze attuali e future fino a 550 milioni di euro, nell’ambito della strategia di riduzione delle esposizioni deteriorate. Guadagna il 2,8% Tenaris, l’1,6% Saipem, con il petrolio che consolida i minimi della vigilia a 79,18 dollari al barile, con  un rimbalzo dell’1,4%.

Da segnalare anche Generali, +0,4% con i massimi nelle ultime 4 sedute a 17,38 euro ad azione dopo aver annunciato il miglioramento delle proprie stime sulle sinergie derivanti dall’acquisizione di Cattolica e l’assenza di impatto su dividendi e solvency dai nuovi principi contabili.


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Vendite su tutte le utility, ecco perché

Giù Leonardo, -1,5%, ma anche le utility in generale (Hera -1,5%, Terna -1,4%) sulla notizia dell’indagine da parte dell’Antitrust sulle proposte di modifica del prezzo di fornitura di energia elettrica e gas e le successive proposte di rinnovo delle condizioni contrattuali da parte di Enel, Eni, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie (circa l’80% del mercato), in contrasto con il decreto Aiuti bis che sospende, dal 10 agosto fino al 30 aprile 2023, modifiche ai prezzi per tutelare i consumatori contro il caro-energia.

Alle sette società viene contestata la mancata sospensione delle comunicazioni di proposta di modifica unilaterale delle condizioni economiche, inviate prima del 10 agosto 2022 e, in seguito, le proposte di aggiornamento o di rinnovo dei prezzi di fornitura, di carattere peggiorativo, giustificate sulla base della asserita scadenza delle offerte a prezzo fisso. Entro sette giorni, le imprese potranno difendersi e l’Autorità potrà confermare o meno i provvedimenti cautelari.

Gas, flussi di gnl americano ai massimi storici

I futures sul gas naturale olandese Ttf si muovono sotto i 140 euro per megawattora (grafico sotto), al di sopra del minimo degli ultimi sei mesi (97,8 euro). Le temperature in Europa stanno scendendo dopo un novembre mite. Le scorte restano attorno all’88% per quanto riguarda lo stoccaggio in Ue. I flussi dai terminali Gnl sono ai massimi storici, con l’Eurozona e il Regno  Unito che hanno importato un lviello record di 11,14 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto solo a novembre. A dicembre il dato è anche maggiore: 12,2 milioni di tonnellate. In giornata nuovo vertice tra i leader Ue per raggiungere un accordo per limitare gli alti prezzi del gas naturale.

Vendite su tutte le utility, ecco perché

Giù Leonardo, -1,5%, ma anche le utility in generale (Hera -1,5%, Terna -1,4%) sulla notizia dell’indagine da parte dell’Antitrust sulle proposte di modifica del prezzo di fornitura di energia elettrica e gas e le successive proposte di rinnovo delle condizioni contrattuali da parte di Enel, Eni, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie (circa l’80% del mercato), in contrasto con il decreto Aiuti bis che sospende, dal 10 agosto fino al 30 aprile 2023, modifiche ai prezzi per tutelare i consumatori contro il caro-energia.

Alle sette società viene contestata la mancata sospensione delle comunicazioni di proposta di modifica unilaterale delle condizioni economiche, inviate prima del 10 agosto 2022 e, in seguito, le proposte di aggiornamento o di rinnovo dei prezzi di fornitura, di carattere peggiorativo, giustificate sulla base della asserita scadenza delle offerte a prezzo fisso. Entro sette giorni, le imprese potranno difendersi e l’Autorità potrà confermare o meno i provvedimenti cautelari.

Gas, flussi di gnl americano ai massimi storici

I futures sul gas naturale olandese Ttf si muovono sotto i 140 euro per megawattora (grafico sotto), al di sopra del minimo degli ultimi sei mesi (97,8 euro). Le temperature in Europa stanno scendendo dopo un novembre mite. Le scorte restano attorno all’88% per quanto riguarda lo stoccaggio in Ue. I flussi dai terminali Gnl sono ai massimi storici, con l’Eurozona e il Regno  Unito che hanno importato un lviello record di 11,14 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto solo a novembre. A dicembre il dato è anche maggiore: 12,2 milioni di tonnellate. In giornata nuovo vertice tra i leader Ue per raggiungere un accordo per limitare gli alti prezzi del gas naturale.

Euro dollaro al top negli ultimi cinque mesi

Sul fronte del forex, occhio a euro e dollaro nel giorno dell’inflazione Usa e tedesca. Il biglietto verde si è stabilizzato attorno a quota 105 dopo aver digerito i dati di lunedì che mostrano le aspettative di inflazione al consumo negli Usa per i prossimi 12 mesi sono scese al 5,2% a novembre 2022: è il minimo da agosto 2021. Come anticipato, i mercati monetari stanno attualmente valutando una probabilità di quasi il 75% che la banca centrale statunitense aumenti i tassi di 50 punti base.

L’euro si mantiene sopra 1,05 ai massimi degli ultimi 5 mesi (grafico sotto) In questo caso gli investitori si sono preparati per le decisioni sui tassi della Bce per 50 punti base, nonostante una recessione incombente e nonostante le preoccupazioni per una recessione incombente e i segnali che le pressioni inflazionistiche si stanno allentando. Altrove, si prevede che anche la Banca d’Inghilterra e le banche centrali svizzera e norvegese aumenteranno i costi di indebitamento.