September effect. L’apertura dei mercati al primo di settembre segue la tradizione e inizia gli scambi in territorio negativo. Assieme a febbraio, storicamente è il mese in cui si concentrano i ribassi maggiori. La seduta odierna non fa eccezione, perlomeno in fase di avvio, dopo un “non rally” di agosto, che vede le principali piazze internazionali chiudere con il segno meno, dal Dax tedesco al Nasdaq, le perdite si aggirano attorno a una forbice tra il 4 e il 5%, la meno peggio è stata proprio Milano, con un bilancio pari a -3,7%.

Francoforte cede l’1,27% a 12.671 punti aggiornando i minimi del 15 luglio scorso. Piazza Affari perde l’1,2% a 21.289 punti. Più pesante Parigi: -1,5% a 6.028 punti. Infine Madrid, -0,8% a 7.821 punti. Cresce lo spread, a 237 punti base in contemporanea all’ennesimo aumento del rendimento del btp, che ha ormai raggiunto il 4%. 


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

“La pressione dei prezzi inizierà ad attenuarsi nel 4° trimestre 2022”

A incidere sicuramente i dati macro che provengono dalla Cina, e che confermano la contrazione dell’economia di Pechino come rivela l’indice Caixin manifatturiero: 49,5 punti per il mese di agosto (grafico sotto), al di sotto del 50,2 previsto dagli analisti e del 50,4 di luglio per quello che di fatto è il secondo ribasso consecutivo. Si attendono in tarda mattinata anche i dati del Pmi manifatturiero e del tasso di disoccupazione in Eurozona, oltre che il Pil in Italia, dove ieri l‘8,4% di inflazione ha toccato il massimo degli ultimi 36 anni.

Secondo Paolo Pezzoli, Senior Economist di Ing, per vedere il picco dell’inflazione “dovremo probabilmente attendere che la recessione in arrivo abbia un impatto sul potere di determinazione dei prezzi da parte delle imprese. La pressione sui prezzi inizierà ad attenuarsi nel corso del 4° trimestre del 2022. Nel breve termine la dinamica sembra ancora fortemente legata ai capricci dei prezzi dell’energia. Ci aspettiamo che i leader politici italiani chiedano a gran voce maggiori interventi compensativi da parte del governo e che quest’ultimo li conceda nella misura in cui non richiedano uno scostamento di bilancio. La pressione sui redditi reali disponibili rimane estremamente elevata, con una dinamica salariale contrattuale che si aggira ancora intorno all’1% annuo”.


Grf Tim by Borsa Italiana

Tim è il titolo migliore, vendite su bancari, healthcare e lusso

A Piazza Affari il titolo migliore è Tim, +1,6% (grafico sopra), appena sopra la parità Pirelli, +0,05%. Forti vendite su Diasorin, -2,7%, Finecobank e Moncler, -2,5%. Su Tim incide la richiesta di Vivendi, che chiede di rispettare il valore degli asset di rete in qualsiasi operazione di scorporo che vedrebbe coinvolto Cdp nei colloqui sulla rete unica con Open Fiber. La compagnia francese invita inoltre i consiglieri a vigliare sul potenziale conflitto di interesse di Cdp nel board di Tim, una sorta di botta e risposta a distanza dopo le critiche di Cassa Depositi e Prestiti sulla valutazione richiesta da Vivendi di almeno 31 miliardi di euro per avallare lo scorporo degli asset.

Petrolio, terzo calo mensile consecutivo

Sul fronte del gas l’aumento dei flussi dalla Norvegia stanno bilanciando le preoccupazioni per la chiusura di Nord Stream. Questo spiega il crollo del prezzo del metano fin sotto i 240 euro per megawattora, il 30% in meno rispetto ai livelli record vicino ai 320 euro della scorsa settimana. Le prospettive per l’inverno rimangono comunque molto incerte. Giù anche il petrolio, con il Wti sotto i 90 dollari al barile, per quello che è il terzo calo mensile consecutivo (-20%) sulle preoccupazioni per la recessione e l’indebolimento della domanda, in aggiunta al rialzo aggressivo dei tassi da parte delle banche centrali e l’ennesima frenata dell’economia cinese. Secondo l’Eia, le scorte di greggio Usa sono diminuite di oltre 3 milioni di barili la scorsa settimana (grafico sotto). Ma la produzione petrolifera Usa è salita a 11,82 milioni di barili al giorno a giugno, al top da aprile 2020.

“La pressione dei prezzi inizierà ad attenuarsi nel 4° trimestre 2022”

A incidere sicuramente i dati macro che provengono dalla Cina, e che confermano la contrazione dell’economia di Pechino come rivela l’indice Caixin manifatturiero: 49,5 punti per il mese di agosto (grafico sotto), al di sotto del 50,2 previsto dagli analisti e del 50,4 di luglio per quello che di fatto è il secondo ribasso consecutivo. Si attendono in tarda mattinata anche i dati del Pmi manifatturiero e del tasso di disoccupazione in Eurozona, oltre che il Pil in Italia, dove ieri l‘8,4% di inflazione ha toccato il massimo degli ultimi 36 anni.

Secondo Paolo Pezzoli, Senior Economist di Ing, per vedere il picco dell’inflazione “dovremo probabilmente attendere che la recessione in arrivo abbia un impatto sul potere di determinazione dei prezzi da parte delle imprese. La pressione sui prezzi inizierà ad attenuarsi nel corso del 4° trimestre del 2022. Nel breve termine la dinamica sembra ancora fortemente legata ai capricci dei prezzi dell’energia. Ci aspettiamo che i leader politici italiani chiedano a gran voce maggiori interventi compensativi da parte del governo e che quest’ultimo li conceda nella misura in cui non richiedano uno scostamento di bilancio. La pressione sui redditi reali disponibili rimane estremamente elevata, con una dinamica salariale contrattuale che si aggira ancora intorno all’1% annuo”.


Grf Tim by Borsa Italiana

Tim è il titolo migliore, vendite su bancari, healthcare e lusso

A Piazza Affari il titolo migliore è Tim, +1,6% (grafico sopra), appena sopra la parità Pirelli, +0,05%. Forti vendite su Diasorin, -2,7%, Finecobank e Moncler, -2,5%. Su Tim incide la richiesta di Vivendi, che chiede di rispettare il valore degli asset di rete in qualsiasi operazione di scorporo che vedrebbe coinvolto Cdp nei colloqui sulla rete unica con Open Fiber. La compagnia francese invita inoltre i consiglieri a vigliare sul potenziale conflitto di interesse di Cdp nel board di Tim, una sorta di botta e risposta a distanza dopo le critiche di Cassa Depositi e Prestiti sulla valutazione richiesta da Vivendi di almeno 31 miliardi di euro per avallare lo scorporo degli asset.

Petrolio, terzo calo mensile consecutivo

Sul fronte del gas l’aumento dei flussi dalla Norvegia stanno bilanciando le preoccupazioni per la chiusura di Nord Stream. Questo spiega il crollo del prezzo del metano fin sotto i 240 euro per megawattora, il 30% in meno rispetto ai livelli record vicino ai 320 euro della scorsa settimana. Le prospettive per l’inverno rimangono comunque molto incerte. Giù anche il petrolio, con il Wti sotto i 90 dollari al barile, per quello che è il terzo calo mensile consecutivo (-20%) sulle preoccupazioni per la recessione e l’indebolimento della domanda, in aggiunta al rialzo aggressivo dei tassi da parte delle banche centrali e l’ennesima frenata dell’economia cinese. Secondo l’Eia, le scorte di greggio Usa sono diminuite di oltre 3 milioni di barili la scorsa settimana (grafico sotto). Ma la produzione petrolifera Usa è salita a 11,82 milioni di barili al giorno a giugno, al top da aprile 2020.

Oro, platino e argento precipitano

Preoccupazioni che stanno spingendo al ribasso anche i metalli preziosi e industriali. A partire dall’oro, ormai vicino ai 1.700 dollari l’oncia (grafico sotto), soglia psicologica al di sotto del quale c’è l’ultimo supporto, il più importante, a 1.680 dollari. Argento a 17,7 $, ai minimi da giugno 2020. Quinta seduta consecutiva per il rame, a 3,45 dollari per libbra (-1,39%) anche se forse il metallo più in difficoltà è il platino, con un minimo intraday a 841 $, molto vicino al record negativo di 835 $ del 14 luglio scorso.

Euro resiste sopra la parità

Tra le valute il dollaro resta appeso ai 109 punti sul proprio indice principale. La presidente della Fed di Cleveland Loretta Mester ha dichiarato mercoledì che il tasso sui fondi federali dovrà essere spostato “un po’ sopra il 4%” all’inizio del prossimo anno per garantire un’inflazione più bassa, e che non prevede tagli dei tassi nel 2023. Euro di nuovo sopra la parità, ma in calo dello 0,1% (grafico sotto). Il tema centrale è una certezza sempre più forte sul piano della Bce, che dovrebbe aumentare i tassi più rapidamente dopo il dato dell’inflazione al 9,1% di agosto. I timori di un’imminente recessione in Europa aumentano con l’intesificarsi della crisi energetica, andando a gravare sulla moneta unica.