Il peggior semestre della storia del Nasdaq. Il peggior semestre dal 1970 per lo S&P 500. Il peggior calo semestrale dai tempi della crisi finanziaria per il Dow Jones.

La chiusura nera di giugno e dei primi sei mesi del 2022 di Wall Street non può che appesantire anche l’avvio delle contrattazioni in Europa, già preoccupate dal dato dell’inflazione di giugno che potrebbe essere il peggiore di sempre.

Il vecchio continente parte in rosso, e si appresta a chiudere una settimana decisamente negativa, con perdite che oscillano tra il 3% e il 5%, oltre che a mostrare figure di analisi tecnica che non promettono rimbalzi. E intanto parte il conto alla rovescia del meeting della Bce a metà luglio, il primo dopo oltre un decennio in cui verrà annunciato il rialzo dei tassi.


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Borse europee negative, Saipem ancora in volatilità

Dopo quindici minuti di scambi Piazza Affari cede l’1,02% a 21.077 punti (grafico sopra), ancora sui supporti dei 21.000 punti aggiornando i minimi dal 7 marzo scorso, poi riduce le perdite nel corso della prima ora e si riporta sopra la parità a +0,4% così come gli altri indici europei, sostenuti dal Pmi manifatturiero superiore alle attese. Francoforte consolida i minimi della vigilia: -0,9% a 12.662 punti. Stesso movimento per Parigi, -0,9% a 5.869 punti, chiudeMadrid che perde lo 0,6% a 8.050 punti. Sul Ftse Mib continua la forte volatilità di Saipem, dopo il -21,7% oggi sale del 7% a 2,7 euro ad azione. Bene anche Leonardo a +1,9%. Negative in generale le banche, ma la maglia nera dopo un’ora di scambi è Stmicroelectronics a -1%, così come anche Terna (-0,9%) ed Enel (-0,6%).

Cina, manifatturiero finalmente positivo

Non solo inflazione nell’agenda macro. Da segnalare per la Cina il Pmi manifatturiero generale di Caixin, salito a 51,7 a giugno, rispetto ai 48,1 di maggio, oltre le previsioni di mercato di 50,1. Si tratta della prima espansione dell’attività in fabbrica da febbraio (oltre i 50 punti significa crescita, sotto è considerata contrazione). Si tratta anche del rialzo più forte da maggio 2021, dopo l’allentamento del blocco del Covid e delle misure di controllo. Anche i tempi di consegna si sono ridotti per la prima volta in 2 anni, questo significa che i problemi di logistica e di approvvigionamento si stanno allentando e la fiducia è ai massimi da 4 mesi, tra previsione di nuovi aumenti della produzione e della domanda e la diminuzione delle infezioni. Come anticipato, l’indice Pmi manifatturiero in Europa sorprende in positivo gli analisti e contrinuisce a un lieve recupero dell’azionario.

Petrolio in calo dopo le scelte dell’Opec+

Terza seduta consecutiva di ribasso per il prezzo del petrolio: Wti -0,3% poco sopra i 105 dollari al barile, Brent -0,5% in area 110 $ (grafico sopra) dopo la decisione dell’Opec+ di aumentare l’offerta in risposta ai recenti aumenti dei prezzi. Da agosto vi sarà un incremento di 648 milioni di barili al giorno. Preoccupa tuttavia la dichiarazione di alcuni stati, tra cui l’Arabia Saudita, che non riescono a tenere il passo quanto agli aumenti dell’offerta concordati.

Crolla il prezzo del natural gas Usa: scorte superiori alle attese

Ancora alto il prezzo del gas europeo, sui 150 euro per megawattora per i timori del taglio delle forniture già in atto in Russia. Il movimento più importante tuttavia è stato registrato dal natural gas Usa, che ha perso oltre 12 punti percentuali nella vigilia sotto la soglia dei 6 dollari per Mmbtu (grafico sotto), mai così in basso da marzo, sulla scia dei dati Eia che riportano deposito di stoccaggio più forte del previsto: 82 miliardi di piedi cubi di gas, ben al di sopra delle aspettative degli analisti. Rispetto al picco di giugno i prezzi sono inferiori del 40%, complice l’incidente di Freeport che ha paralizzato gli impianti.

Oro, argento e rame su minimi record

Da monitorare i metalli preziosi e industriali. L’oro soffre la forza del dollaro e scivola sotto i 1.800 dollari l’oncia per la prima volta da metà maggio (-0,6% grafico sotto).

Più volatile l’argento, -2,1% e sotto i 20 $, record negativo da luglio 2020 ma è soprattutto il rame a preoccupare. I 3,55 dollari per libbra osservati in mattinata, con vendite che superano il 2,6% aggiornano i minimi da febbraio. L’oro rosso è il metallo industriale più versatile e utilizzato, per questo funge da indicatore reale dell’economia. Nel primo semestre si è deprezzato di circa il 20% mentre solo nel mese di giugno il ribasso è stato del 16%.

Valute, prosegue la debolezza di euro e sterlina

Rimane la correlazione del dollaro con il mercato azionario. Se l’equity scende, il biglietto verde è destinato a salire in quanto unica valuta rifugio del momento poiché gli Stati Uniti sono i meno coinvolti dal conflitto in Ucraina. Dollaro che accarezza nuovamente i 105 punti sul dollar index ma sale anche nei confronti dell’euro a 1,045 (-0,3%, grafico sotto).Finché la Bce non si allineerà con le politiche monetarie della Fed la moneta unica rimarrà debole, stando agli economisti, ora che l’inflazione nell’Eurozona ha superato quella americana. Molto debole anche la sterlina, indietro dello 0,6%rispetto al dollaro sull’importante supporto di 1,21. In un clima di risk off il bitcoin non ha possibilità di apprezzamento e rimane in area 19.000 dollari, in calo dello 0,9%.

Spread sotto i 200, rendimenti Usa in calo

Infine l’obbligazionario, con lo spread a 198 punti base dopo meno di un’ora di contrattazioni a Piazza Affari. Il rendimento dei btp si assesta in area 3,4% su un buon supporto. Anche il rendimento del Bund scende all’1,3% mentre il t-note americano rompe al ribasso il 3%, sulla scia dell’ottimismo riguardo l’inflazione americana, che potrebbe aver raggiunto il picco dei prezzi.

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