Aggiorna i massimi da trentasette anni a questa parte l’inflazione in Italia: +8,9% a settembre, come non si vedeva dal +9% che risale all’ultimo trimestre del 1985. Il dato era atteso dagli analisti e aggiorna al rialzo il precedente +8,4% relativo al mese di agosto. Non reagisce più di tanto il mercato, che parte cauto e prosegue con moderati acquisti sull’azionario e scarichi sul dollaro.

D’altronde lo ha detto chiaro e tondo anche James Bullard a Reuters nel fine settimana: “Pernicious”, perniciosa. In grado di nuocere. E difficile da arrestare. L’inflazione resta il principale market mover del momento. E che spiega, anche se solo in parte, il momento ribassista del mercato nonostante lo slancio di giovedì pomeriggio che ha restituito ossigeno alle borse internazionali. Ossigeno che a Wall Street è venuto immediatamente meno, con la chiusura in profondo rosso (S&p500 -2,3%, Nasdaq -3,08%) di venerdì. Le parole del presidente della Fed di St.Louis lasciano intuire almeno un altro rialzo dei tassi di 75 punti base nel meeting di inizio novembre.

Borse europee: avvio prudente, acquisti sui bancari

La seduta odierna del vecchio continente invece inizia in maniera prudente: Piazza Affari segna -0,1% a 20.980 punti. Francoforte -0,02% a 12.434 punti. Parigi è piatta, -0,02% a 5.930 punti mentre Madrid si muove in controtendenza, in guadagno dell’1,1%. Lo spread continua a muoversi appena sopra i 240 punti base con i rendimenti di btp e bund ferme al capolinea  rispettivamente del 4,6% e del 2,3% di rendimento ormai da cinque sedute.

Tornando a Piazza Affari, è Bper Banca il titolo migliore del Ftse Mib in apertura: +2,06%. Seguono Tenaris +2% e Leonardo +1,7%. In generale si muovono bene le banche, bene anche Banco Bpm, +1,04%. Al via oggi l’aumento di capitale di Mps da 2,5 miliardi di euro e le azioni dai 14 euro di venerdì sono già scese a quota 2,2 euro, quasi in target con i prezzi di sottoscrizione a 2 euro per ciascuna nuova azione nel rapporti di 374 nuove azioni ogni tre possedute. Forti vendite sul lusso, teoricamente settore difensivo, con Moncler che perde -3,1%, Interpump, -2% e Campari, -1,7%.


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Valute, recuperano euro e soprattutto la sterlina

Attendista il movimento del dollaro, sotto quota 113 sul proprio indice principale (-0,3%) complice il dato dell’inflazione Usa di settimana scorsa, il rialzo che si è registrato venerdì, complici le dichiarazioni di James Bullard (75 punti base di rialzo a novembre e dicembre). La sterlina recupera ancora sulla base delle aspettative che il Regno Unito possa annullare ulteriori tagli alle tasse senza coperture: +0,8% a 1,1272 (grafico sotto), in ripresa anche l’euro, +0,3% a 0,9750.

Valute, recuperano euro e soprattutto la sterlina

Attendista il movimento del dollaro, sotto quota 113 sul proprio indice principale (-0,3%) complice il dato dell’inflazione Usa di settimana scorsa, il rialzo che si è registrato venerdì, complici le dichiarazioni di James Bullard (75 punti base di rialzo a novembre e dicembre). La sterlina recupera ancora sulla base delle aspettative che il Regno Unito possa annullare ulteriori tagli alle tasse senza coperture: +0,8% a 1,1272 (grafico sotto), in ripresa anche l’euro, +0,3% a 0,9750.

Materie prime: petrolio su, gas europeo giù

Guardando alle materie prime da monitorare il petrolio, risalito sopra gli 86 dollari al barile recuperando parzialmente il -8% della scorsa settimana. Si osserva in questo senso il momento “attendista” del dollaro e una possibile ripresa della Cina, primo consumatore di greggio al mondo. Tuttavia il prezzo di Brent e Wti si manterrà volatile anche in futuro, con l’Opec+ intenzionata a ridurre significativamente la produzione anche a novembre.

Si muove in controtendenza rispetto al petrolio il gas europeo, scambiato a 130 euro per megawattora (-6%, grafico sotto) di nuovo ad aggiornare i minimi dello scorso mese di giugno. Oltre ai siti di stoccaggio ormai riempiti con netto anticipo rispetto alle previsioni, le stime di un inverno mite, con temperature al di sopra della norma durante l’alta stagione di riscaldamento tra dicembre e febbraio potrebbero suggerire un calo della domanda. I prezzi rimangono ugualmente quattro volte superiori alla media in questo periodo dell’anno. Con il rischio di ulteriori interruzioni dell’approvvigionamento da parte della Russia nel contesto geopolitico attuale.

Il rallentamento del dollaro permette a oro e argento di aprire positivi dopo otto sedute negative consecutive. Forte lateralità del rame, che oscilla ormai da tre mesi attorno ai 3,4 dollari per libbra. Bitcoin ancora sotto i 20.000 dollari.